casa di vela elba

 

La Casa di Vela Elba
La scuola
Il calendario dei corsi
Il posto
L'ospitalità
L'arrivo
Richiesta di informazioni
Modalità di iscrizione

 

INCHINO ALLA VELA

qui puoi scaricare il file .pdf SEGNALI di maggio 2008 in versione stampabile

Per questa pagina avevo un testo che mi è stato censurato perché l’argomento non si confaceva al mese di Maggio, ... insomma non era abbastanza gradevole. Cercando un soggetto più adatto mi si è cacciato in testa il ricordo di un simpatico brano del mio amico Oreste*. Buona occasione per incontrarci, in via delle Vele, per chiedere a lui ed a “Bolina”, che l’aveva pubblicato, di proporvelo. Spero che la sua lettura risulti a tutti voi tanto gradevole quanto lo è stata per me . GG.M.

* Oreste, o meglio Orestino, come lo chiamiamo tutti noi, era già un regatante affermato quando io velicamente ancora annaspavo ed è il babbo di Alessandro, che in molti avete avuto come istruttore.

INCHINO ALLA VELA

Ad ogni buon velista è capitato almeno una volta di essere protagonista di qualche episodio tutt'altro che glorioso, di cui si è un po' vergognato. Per quanto mi riguarda, fra le varie situazioni una in particolare non sono mai riuscito a cancellare dalla memoria, quasi come fosse qualcosa di imperdonabile!
Molti anni fa stavo uscendo da Portoferraio con un Comet 910 ed ero diretto a Cavo, con a bordo mia moglie e mio figlio. Avevo poco più di un'ora di tempo per giungere al porto, dove avevo appuntamento con degli amici. Come sempre avevo alzato randa e genoa, ma il vento, da Nord Ovest era piuttosto leggero, tanto da non consentire una velocità adatta per giungere in tempo utile alla meta. Negli anni passati avevo partecipato, anche con ottimi risultati, a numerose regate. Sulla poppa della mia Cometa Gialla avevo anche montato il timone a vento. Questo per sottolineare la mia natura di “velista anche con vento leggero”.
Ma quel giorno avevo fretta, così ammainai il genoa e, neces-sariamente, avviai il rumoroso Farymann, che consentiva una velocità di quasi 5 nodi a due terzi del massimo dei giri, mentre la randa stabilizzava la barca.
A mezzo miglio davanti alla mia prua, un'imbarcazione di circa 12 metri stava rimontando il vento con una lenta bolina, mure a sinistra. Giunto nelle sue vicinanze, manovrai leggermente per passagli di poppa e vidi che batteva bandiera tedesca. Il timoniere, che aveva una folta barba, era seduto sottovento e teneva con la mano sinistra la ruota del timone.
A quel punto, rivolto a me con uno stentato ma comprensibile italiano, mi disse: “Sei barca a vela, perché vai a motore?”. Questa domanda mi colpi come una pugnalata a tradimento. Certo, io avevo un buon motivo, ma come facevo a farglielo capire? E poi, perché gli dovevo delle spiegazioni? Così, senza dire niente, continuai sulla mia rotta, come se non avessi capito. In realtà quelle parole risuona-vano nel mio cervello come un rimprovero, che certamente non meritavo, proprio per quanto ricordato prima, …ma quel tedesco non lo poteva sapere! Comunque, aumentai un po' i giri del motore per allontanarmi al più presto, come se mi aspettassi qualche altra sentenza! Proprio a me! Per molti anni ho sempre avuto in mente questo episodio, finchè un giorno mi sono sentito moralmente riabilitato. Stavo rientrando dalla Grecia con il mio nuovo Class 33. Ero diretto a Cetraro dopo una sosta a Vibo Valentia. Il vento di 10 o 12 nodi favoriva la navigazione di bolina, mure a sinistra, consentendo una velocità intorno ai 5 nodi. A circa 5 miglia al traverso di Amantea si potevano contare numerose imbarcazioni che procedevano a vela, nelle più diverse andature. Alcune forse 5 o 6, anche se un po' lontane da me, sembrava avessero la mia stessa direzione, tanto che giungemmo così fino quasi al traverso di Paola.
Erano già passate le 16 e il vento scese intorno agli 8 nodi; per le barche più pesanti e meno boliniere era arrivato il momento di ricorrere al motore. Per me, con le piccole onde spinte dalla leggera brezza, era piacevole e divertente rimontare il vento di bolina stretta, al contrario evidentemente degli altri velisti che facevano la mia stessa rotta, tanto che ben presto la mia barca rimase l'unica a tutta vela; doveva apparire abbastanza spettacolare, con le scotte ben tesate e leggermente sbandata, su un mare stupendo. Infatti, un'imbarca-zione (credo un Bavaria sui 15 metri, battente bandiera tedesca), che procedeva a motore verso Sud, a circa un quarto di miglio davanti alla mia prua deviò per passarmi vicino e, quando arrivò a meno di 50 metri, vidi il timoniere togliersi il cappello e salutarmi con un profondo inchino. La soddisfazione che provai in quel momento è indescrivibile, ma è facilmente immaginabile!

ORESTE VAGLINI

 

 

INFOLINE: 74 via del mare, 57128 Livorno - I - Tel 0586.505.562 Fax 0586.589.943 info@casadivela.it

HELPDESK: +39 335 7553867

SAILING CENTRE: località lo Schiopparello, 57037 Portoferraio, Isola d'Elba - I - Tel 0565.933265

Tutto il materiale in questo sito è copyright Casa di Vela srl CCIAA LI009 - 13016 P.IVA 00893320499. E' vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i marchi citati sono copyright dei rispettivi proprietari.